lunedì 10 giugno 2013

Sylvia e Ted

 

SYLVIA PLATH

LA RIVALE

Se sorridesse, la luna somiglierebbe a te.
Tu fai lo stesso effetto:
Di un qualcosa di bello ma che annichilisce.
Tutti e due siete dei grandi scroccatori.
La sua bocca a O si accora sul mondo; la tua

Non fa una piega, tu pietrifichi ogni cosa.
Guardo, c’è un mausoleo; eccoti qui che picchietti
Il marmo del tavolino, cerchi le sigarette,
Sprezzante come una donna, ma non così nervoso,
e muori dalla voglia di dire impertinenze.

Anche la luna i suoi sudditi umilia,
Ma di giorno è ridicola.
I tuoi malumori, d’altra parte,
Arrivano per posta amorosamente regolari,
Bianchi e vani, espansivi come il gas.

Non c’è un giorno al riparo da notizie di te,
Magari a spasso in Africa, ma pensando a me.

(da Ariel, 1965)

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Addentriamoci ancora nella dolorosa vita di Sylvia Plath, poetessa statunitense che pose fine ai suoi giorni di psicosi e depressione infilando la testa nel forno a gas. Nelle poesie di Ariel, scritte furiosamente nei suoi ultimi mesi, mette a nudo le sue ansie, i suoi dilemmi, le sue preoccupazioni e i suoi deliri con lo stile confidenziale appreso dal suo maestro Robert Lowell, che le definì “un’autobiografia febbricitante”, e una dichiarata influenza di Anne Sexton. La rivale di questi versi è non solo la luna, ma anche l’ex marito Ted Hughes, sposato nel 1956 e dal quale si separò nel 1961, dopo la nascita del secondo figlio, quando lui iniziò una relazione con Assia Wevill, moglie di un amico poeta. Curiosamente, anche Assia, perseguitata dal ricordo di Sylvia, nel 1969 si suicidò nello stesso modo. 

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TED HUGHES E SYLVIA PLATH © THE AUSTRALIAN

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LA FRASE DEL GIORNO
In fin dei conti si tradisce solo ciò che si ama
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GUNTER GRASS, Il rombo




Sylvia Plath (Boston, Massachusetts, 27 ottobre 1932 – Londra, 11 febbraio 1963),  poetessa e scrittrice statunitense. Moglie del poeta Ted Hughes, clinicamente depressa, morì suicida a trent’anni. La sua è poesia “confessionale”, ispirata al vissuto e ai traumi personali.  Tra le sue opere, oltre alle raccolte Il colossoPapaveri a luglio e Ariel anche il romanzo La campana di vetro.

3 commenti:

Paolo ha detto...

Poverina. La sua poesia inutile a sé e agli altri.

Vania ha detto...

"esclamazioni" in poesia ..questa poesia...secondo me.

ciao Vania

DR ha detto...

Sono vicende che mi lasciano sempre basito, come Alejandra Pizarnik, Antonia Pozzi, Marina Cvetaeva, Ingebor Bachmann