sabato 16 dicembre 2017

Un sasso nella neve


KO UN

IL CANTO DEL COLORE BIANCO

Una vita.
Sogna un'altra vita.
Nella tarda primavera, quando i fiori palpitando
aspettano la luna,
una vita
somiglia a un'altra vita.
Nelle notti d'estate, quando i campi di grano saraceno
aspettano la luna,
una vita
seppellisce un'altra vita.
È inverno
la neve che ormai scende fitta
attende con tutta se stessa la luna.

Getto un sasso.
Quel sasso finisce nella neve.
Una nuova vita ha inizio.

La luna è sorta in un baleno.

(da L’isola che canta, Lietocolle, 2009 – Traduzione di Vincenza D’Urso)

.

Il bianco è il colore simbolo della purezza, della libertà, della pulizia. È il colore che contiene tutti gli altri e, riflettendo la luce, respinge ciò che è negativo. Tutte queste simbologie traspaiono dal canto del poeta sudcoreano Ko Un.

.

SONY DSC

FOTOGRAFIA © JOE STEINBRING

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Ho visto / lo scintillio della luce fosforescente e il suo nascondersi, / simili allo sguardo che unisce la madre e il suo neonato.
KO UN




Ko UnKo Un (Kunsan, 1° agosto 1933), è il massimo poeta sudcoreano del XX secolo. Monaco buddista, tornò allo stato laicale disgustato dalla corruzione del clero. Prese parte alla lotta per i diritti umani nel suo paese negli anni del regime militare, finendo anche in carcere. Sposatosi nel 1983, la sua vita si fece più tranquilla. È stato più volte candidato al Premio Nobel.


venerdì 15 dicembre 2017

La gatta con le piume in bocca


MARY OLIVER

IO SONO QUELLA

Io sono quella
Che prese la tua mano
Quando me la offristi.

Io sono la promessa di un vuoto
Che si rivolta.
Anche gli alberi sorridevano.

Io ero sempre l’uccello
Che volava via tra i rami.
Ora

Sono la gatta
Con le piume
In bocca

(da Uccello rosso, 2008)

.

Questi versi fanno parte di una suite intitolata “Undici versioni della stessa poesia”. Quindi sapere che le altre hanno titoli quali “Sono perduta?”, “Non voglio vivere una piccola vita”, “Tu c’eri, ed era come primavera”, “Dove sei?” fornisce una chiara chiave di lettura: la poetessa statunitense Mary Oliver aveva l’amore e l’ha perduto – questo è lontano, ha “una vita cortese e intelligente”, e un’anima “della quale mi curo più della mia”, e quello è il suo “grande dono”.

.

Schloe

ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Due o tre volte nella mia vita ho scoperto l'amore. / Ogni volta sembrava risolvere tutto. / Ogni volta risolveva molte cose, ma non tutto. / E mi ha lasciato grata come se avesse davvero risolto tutto.
MARY OLIVER, Uccello rosso




Mary Oliver (Maple Heights, Ohio, 1935), poetessa statunitense, vincitrice del National Book Awards 1992 e del Premio Pulitzer 1984, è autrice di 32 raccolte poetiche e di quattro saggi sulla poesia. Il New York Times l’ha definita “Di gran lunga, la poetessa di questo paese che ha venduto di più”.


giovedì 14 dicembre 2017

Centenario di Tove Ditlevsen


Il 14 dicembre 1917 nasceva a Vesterbro, quartiere di Copenaghen, la poetessa e scrittrice danese Tove Ditlevsen. Delusa da numerosi matrimoni falliti, in preda a diffuse psicosi che provava a combattere con l’uso di droghe, soggiornò in un ospedale psichiatrico. Nel 1976 decise di porre fine alla sua vita con un cocktail di barbiturici. Lontana da ogni gruppo letterario, le sue opere poetiche e narrative riflettono la solitudine della vita nel suo quartiere proletario e naturalmente il disagio psichico, che si riflette come insicurezza e ansia nella vita amorosa.

.

Tove Ditlevsen

.

.

CORRUSCHE LANTERNE

Nella lunga notte oscura dell'infanzia
ardono piccole lanterne corrusche
come tracce di memoria rimasta,
mentre il cuore infreddolito fugge.

Qui splende il tuo selvaggio amore
in notti nebulose sperduto,
e tutto ciò che poi hai amato e cercato
ha i confini che la volontà pone.

Il primo dolore ha un gracile lume
come una lacrima che freme nell'universo:
soltanto esso vuole essere accanto al tuo cuore,
quando ogni altro dolore è ammutolito.

In alto, come una stella di notte primaverile,
arde la tua felicità infantile,
che tu poi hai inseguito, ma soltanto l'hai trovata
nella sua ombra errante di estate di San Martino.

Hai preso con tè la tua fede per sì lungo tratto,
per questo era la prima e l'ultima cosa:
ora essa se ne sta a bruciare un posto nel buio
dove non c'è più nulla da perdere.
E questi e quello ti viene accanto,
che però mai del tutto può capirti:
hai posto la tua vita sotto luci di lanterne,
e nessuno in seguito ti potrà raggiungere.

(da Corrusche lanterne, 1947 - Traduzione di Renzo Pavese)

.

.

ALLORA PRENDI IL MIO CUORE

Allora prendi il mio cuore,
ma prendilo delicatamente, prendilo dolcemente,
il rosso cuore... ora esso è tuo.

Batte così sereno, batte così in sordina,
perché ha amato e sofferto,
ora è calmo... ora esso è tuo.

E può essere ferito, può venir meno,
può dimenticare e spesso dimenticare,
ma mai dimenticare che è tuo.

Era così forte e orgoglioso, il mio cuore,
dormiva e sognava nella passione e nel gioco,
ora può essere schiacciato... ma soltanto da te.

( da Piccolo mondo, 1942 – Traduzione di Renzo Pavese)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Ci sono due uomini nel mondo, che / costantemente m’incrociano la strada, / l’uno è colui che io amo, / l’altro è colui che mi ama.
TOVE DITLEVSEN, Piccolo mondo




tove-ditlevsenTove Irma Margit Ditlevsen (Copenaghen, 14 dicembre 1917 – 7 marzo 1976), poetessa e scrittrice danese, pubblicò 29 opere di poesia, narrativa e memorie in cui sono rappresentate la povertà, l'ingiustizia, i soprusi sull'infanzia, la condizione femminile.



mercoledì 13 dicembre 2017

Qualcosa di bianco


BORIS PASTERNAK

NON CI SARÀ NESSUNO A CASA

Non ci sarà nessuno a casa,
tranne il crepuscolo. Il solo
giorno invernale in un trasparente spiraglio
di cortine non accostate.

Solo di bianchi biòccoli bagnati
il rapido aleggiante balenìo.
Solo tetti, neve e tranne
i tetti e la neve, nessuno.

E di nuovo arabeschi intesserà la brina,
e di nuovo mi domineranno
lo sconforto dell’anno passato
e le vicende di un altro inverno.

E mi schermiranno di nuovo per una
colpa non ancora perdonata
e una fame di legna avvinghierà
la finestra lungo la crociera.

Ma inaspettatamente per la tenda
scorrerà il trèmito di un’irruzione.
Misurando coi passi il silenzio,
come l’avvenire tu entrerai.

Tu apparirai sulla soglia, indossando
qualcosa di bianco senza stranezze,
qualcosa proprio di quelle stoffe
di cui si cuciono i fiocchi di neve.

1931

(da Poesie, Einaudi, 2009 - Traduzione di Angelo Maria Ripellino)

.

Una sinfonia in bianco, una di quelle che tanto piacciono al poeta russo Boris Pasternak: un bianco declinato in tutte le sue sfumature, dal colore di perla del crepuscolo invernale al lattiginoso bianco della neve, al bianco cristallino del ghiaccio, a quello etereo delle tende e del vestito della donna che appare come uno spettro, come un auspicio per il futuro, la donna vista ancora una volta come suprema forza della natura: “l’orma del poeta è solo l’orma / delle sue tracce, nulla più”.

.

Neve

ILLUSTRAZIONE © ANNAWEB

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO.
Anche la vita è un istante soltanto, / solo un dissolversi / di noi stessi negli altri / come in dono.
BORIS PASTERNAK




PasternakBoris Leonidovič Pasternak (Mosca, 10 febbraio 1890 – Peredelkino, 30 maggio 1960),  poeta e scrittore russo, è universalmente noto per il suo primo e unico romanzo, Il dottor Živago. Insignito del Nobel per la Letteratura nel 1950, fu costretto dal regime sovietico a rifiutare il premio.


martedì 12 dicembre 2017

Giochi di nuvole e d’azzurro


PAUL ÉLUARD

BISOGNA PROPRIO CREDERCI

I giochi di questi bambini curiosi che sono i nostri
Giochi semplici che incantano i loro occhi
Pieni di una febbre che li avvicina e li allontana
Dal mondo in cui sogniamo di far posto agli altri

I giochi di nuvole e d’azzurro
Di cortesie e di scorribande alla stregua di un cuore futuro
Che non avrà mai colpe
Gli occhi di questi fanciulli che sono i nostri occhi di un tempo

Avremmo incanti quanti mai ne ebbero le fate.

(da Ultime poesie d’amore, 1965)

.

L’amore profondo ma leggero, semplice come un gioco di bambini, quel sentimento che in fondo è l’amore universale: è quello che risalta in tutto il corpus poetico di Paul Éluard (1895-1952): “E’ vero, mi sento al centro del mondo /  quando sono dentro il tuo abbraccio, / per questo ho paura di inciampare un giorno nella tua assenza. / (…) / Nel presente, / quando ci teniamo per mano, / quella casa che non abbiamo / è ovunque, / è il mondo”.

.

MARC CHAGALL, “SOPRA LA CITTÀ”, 1918 - MOSCA, GALLERIA TRETYAKOV

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Sai, tu sei sogno e donna e tenerti stretta a me significa condividere il vento e i fiori e gli oceani e i monti e i giorni e le notti
.
PAUL ÉLUARD, Ultime poesie d’amore




Paul ÉluardPaul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (Saint-Denis, 14 dicembre 1895 – Charenton-le-Pont, 18 novembre 1952), poeta francese, è stato tra i maggiori esponenti del movimento surrealista.



lunedì 11 dicembre 2017

Tra le foglie secche


JOSÉ ÁNGEL VALENTE

IL VOLO

Cuore, ora non hai il volo
che ti portava sulle più alte vette.

Batti, strisciando, tra le foglie secche
del giallo autunno.

Fino a quando sarai la segreta larva di te?

Tornerai a nascere un mattino,
respirando la freschezza dell’aria
dove c’è un uccello?
                                               Lo senti?

Canta lassù, sulle cime,
come te, come allora.

Batti soltanto, rifugiato nel buio.

All’uccello che fosti dedicherai questo canto.

(da Frammenti di  un libro futuro, 2000)

.

Anche l’autunno sta per finire, e con il solstizio d’inverno ci si avvicinerà un po’ di più alla luce. La tristezza di questo periodo così grigio e freddo è ben espressa dal poeta spagnolo José Ángel Valente (1929-2000). Anche il cuore poetico sembra voler cadere in letargo, incapace di volare sulle alte vette dell’immaginazione. Rimane lì, nel buio, in attesa della resurrezione di un mattino di primavera.

.

Volo

FOTOGRAFIA © 733215/PIXABAY

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Con le mani si formano le parole, / con le mani e la loro concavità / si formano fisicamente le parole / che non sapremmo dire.
JOSÉ ANGEL VALENTE




ValenteJosé Ángel Valente (Orense, 25 aprile 1929 - Ginevra, 18 luglio 2000) fu un poeta, saggista e traduttore spagnolo. Accostato al Gruppo poetico dei ‘50, dal 1966 evolve verso una poesia più esistenziale e influenzata dalla mistica.


domenica 10 dicembre 2017

Parole per il tuo udito


JORGE ROJAS

SCHERZO

Ascolta, non c’è bisogno che te lo dica
per telefono,
ad ogni modo sono parole
per il tuo udito.

Ti amo.

Perché siamo così?

Mentre tu annusi una rosa
io sorseggio vino.

Perché siamo così
uguali entrambi
nella pienezza del nostro destino.

Mi ami come sono
altrimenti sbaglieresti.

Ti amo, e sbaglio
e torno ad amarti.
Come ti amo!

(da Prigione d’amore, 1976)


Gioca con l’ironia sin dal titolo il poeta colombiano Jorge Rojas: eppure affonda, va in profondità e, anche ridendo e scherzando, porta a termine compiutamente questa dichiarazione d’amore, a dispetto del superficiale divertimento che vuole far apparire.

.

Fabian Pérez

FABIAN PÉREZ, “TELEFONO NERO”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Sta il nostro amore / gioendo di se stesso / allo stupore di un momento / non sognato. Vissuto.
JORGE ROJAS




jorge_rojasJorge Puñetas Rojas (Santa Rosa de Viterbo, 20 novembre 1911 - 1995). Scrittore colombiano, avvocato, fondò il gruppo Piedra y cielo (1939) e patrocinò la pubblicazione di quaderni con lo stesso nome. Tra i suoi ispiratori  Juan Ramón Jiménez e Pablo Neruda.



sabato 9 dicembre 2017

Il cammino dei fiori


YEHUDA AMICHAI

VEDI, PENSIERI E SOGNI

Vedi, pensieri e sogni in un intrico
di fili ci ravvolgono, in una rete mimetica,
e né Dio né i caccia in ricognizione
potranno mai sapere
ciò che vogliamo realmente
e dove il nostro passo è diretto.

Solo la voce che interrogando guizza
si alza ancora sulle cose e resta in aria sospesa,
anche se le granate l’hanno ormai ridotta
come una lacera bandiera,
come una nuvola squarciata.

Vedi, anche noi compiamo rovesciandolo
il cammino dei fiori:
da un calice iniziare tripudiante di luce,
scender giù con lo stelo sempre più cupo,
arrivare nella chiusa terra e attendere un poco,
e finire, radice, nel grembo, nell’oscuro.

(da Poesie, Crocetti, 1993 - Traduzione di Ariel Rathaus)

.

Il poeta israeliano Yehuda Amichai amava trasformare il privato, la situazione personale, la sua stessa sensibilità, in un’esperienza comune. Considerava che “le poesie offrono una risposta umana alla realtà”. Così la libertà dei pensieri e dei sogni resta viva e resiste in un mondo di aerei militari e di granate: la voce dell’umano sentire continua a levarsi mentre la vita scorre.

.

Fiore

FOTOGRAFIA DA “WHAT’S IN YOUR GARDEN”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Il pensiero costituisce la grandezza dell'uomo.
BLAISE PASCAL, Pensieri



YeYehuda_Amichaihuda Amichai, all'anagrafe Ludwig Pfeuffer (Würzburg, 3 maggio 1924 – Gerusalemme, 22 settembre 2000), è considerato da molti il più grande poeta israeliano moderno, ed è stato uno dei primi a scrivere poesia in ebraico colloquiale.



venerdì 8 dicembre 2017

Rose rosse dei tuoi valzer


HERMANN HESSE

CHOPIN

Spargi ancora a profusione
su di me i gigli pallidi,
grandi gigli dei tuoi canti,
rose rosse dei tuoi valzer.

E il respiro intessi greve
del tuo amore, che appassendo
dà profumo e del tuo orgoglio
garofani di fuoco flessuosi.

1897

(da Lieder romantici, 1899 - Traduzione di Mario Specchio)

.

Il Premio Nobel tedesco Hermann Hesse (1877-1962) è più efficace nei suoi testi letterari. La sua opera poetica guarda più al romanticismo del passato che alle avanguardie: “Voleva comporre versi che fossero come la musica di Chopin” scrive Alois Prinz, inseguiva nei suoi versi “la musica di un linguaggio creativo che si trasformasse in vibrante simbolo del mondo e della vita”. Questa musica di Chopin che diventa una valanga di fiori “apre il mondo delle immagini, il mondo dell’anima”, quello che secondo lo stesso Hesse è il compito della poesia.

.

Rosa

FOTOGRAFIA DA TUMBLR

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Il principio di ogni arte è l'amore; valore e dimensione di ogni arte vengono soprattutto determinati dalle capacità d'amore dell'artista.
HERMANN HESSE



Hermann Hesse (Calw, 2 luglio 1877 – Montagnola, 9 agosto 1962) scrittore, poeta, aforista, filosofo e pittore tedesco naturalizzato svizzero, è stato insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1946. Celebri i suoi romanzi Siddhartha, Peter Camenzind, Demian, Il lupo della steppa.


giovedì 7 dicembre 2017

Il tufo e i grattacieli


GIANCARLO MAJORINO

O MIA CITTÀ

O mia città vedo le porte gli archi
che un tempo limitavano il tuo cauto
intrecciarsi di case strade parchi
oggi spezzarti come una frontiera
o come una catena di pontili
congiungere le tue zone più vili
ai box del centro dove grandi banche
rivali o consociate in busta chiusa
dan vita o morte in crediti d’usura
legate col cordone ombelicale
del capitale e in loro trasformate
e quelle in queste ritmica simbiosi
le sedi razionali dell’industria
con l’asino alla mola e i nuovi impianti
la rapida salita la discesa
più rapida la sedia dei trent’anni
intorno curve schiene di negozi
la Galleria col tronco fatto a croce
in fondo oltre la Scala la gran piazza
Cavour congestionata la questura
la pietra dell’Angelicum trapassi
violenti e luminosi in via Manzoni
il tufo è ancora base ai grattacieli?

(da La capitale del Nord, 1959)


7 dicembre, Sant’Ambrogio, patrono di Milano. Ed ecco una poesia che il poeta Giancarlo Majorino dedicò alla sua città sul principio del boom economico, quando cominciavano a sorgere i grattacieli e il terziario avanzava a discapito dell’agricoltura: le nuove attività industriali e finanziarie davano vita a un mutamento inesorabile. La domanda finale, sessant’anni dopo, sembra superata: l’antico e il moderno, con i nuovissimi grattacieli, a Milano sono riusciti a fondersi armoniosamente, come dimostra la fotografia qui sotto. Quanto alla società, be’, quello è un altro discorso…

.

View of Milan`s  business district from “Duomo di Milano”.

FOTOGRAFIA © F1 DESTINATIONS

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Milano rimane pur sempre l'unica metropoli internazionale d'Italia.
PHILIPPE DAVERIO, Corriere della Sera, 12 novembre 2010



Majorino

Giancarlo Majorino (Milano, 1928) è un poeta italiano che fa parte della "Generazione degli anni trenta". Tradotto in inglese, francese, russo, spagnolo, figura in più antologie straniere; suoi testi e saggi interpretativi sono apparsi su riviste italiane e su alcune riviste straniere. Numerosi i suoi testi teatrali.


mercoledì 6 dicembre 2017

Poesia è quando


JOSEPH TUSIANI

DEFINIZIONE DI POESIA PER UN BAMBINO CHE

NON SA COSA SIA, MA VORREBBE SCRIVERNE UNA

Per prima cosa non devi dire
"Vorrei scrivere una poesia": di’
Che hai voglia di dare al giorno
Un altro po' di luce : dì
Che temi che il soffio del vento
Possa nuocere a un'ape e ferire una rosa.

Poesia è quando ti si riempiono gli occhi
Di lacrime davanti a un giovane ruscello
E il respiro all'improvviso si placa
Dinanzi al tramonto su una collina:
Vedi, la poesia è in te
Prima che tu la veda nel blu.

Poesia è quando tutto il mare
Sembra la tua casa, e ti ci vorresti
Sdraiare, libero per sempre,
Lontano dalla riva e lontano da me:
Una poesia, poi, deve risuonarti dentro
Prima che tu la senta d'intorno.

Poesia è quando un'esile foglia
Ti fa sentire fragile e breve,
E ti sorprende l'ingiuria
Del vento, e non trovi parole
Per la tua pena, ché la stessa parola
Ti ricorda il vento che hai udito.

Poesia è quando, d'un tratto,
Il cuore ti batte più forte, il sangue ti scorre
Più rosso nelle vene, e cento soli
Sembrano sorgere insieme nel cielo:
Non comprendi il senso di questo -
Senti solo la gioia del mondo.

Poesia è un'ala ferita
Che tu puoi guarire, una facile cosa
Che tu non sai fare, una morte
Che hai dentro, ma canti;
Una vita che puoi usare a piacere
Benché tu la creda perduta.

Poesia, infine, sei tu in te stesso,
E sei tu al di fuori di te,
Riflesso del grigio e del blu,
E anche anticipazione.
E ora senti: fin dove arrivano le parole,
Imita l'ape e imita la rosa.

.

.

Il poeta statunitense di origini italiane Joseph Tusiani dà una bellissima definizione di poesia, “poetica” perché si esprime non per i letterati e gli intellettuali, ma per un bambino: la semplicità delle immagini usate esprime perfettamente quello che è la poesia, rende tutta la sua emozione e la sua meraviglia, quel suo essere contemporaneamente afferrabile e inafferrabile, esterna e interna al poeta.

.

Kush

DIPINTO DI VLADIMIR KUSH

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Come una sola lucciola può far guerra alla notte e sconfiggerla, possa la poesia, se non debellare, almeno dissipare l’enorme tenebra del male umano.
JOSEPH TUSIANI, Dazebao News, 16 marzo 2012




tusianiJoseph Tusiani (San Marco in Lamis, Foggia, 14 gennaio 1924) è un poeta, professore universitario e traduttore statunitense, di origini italiane. Nel 1947 emigrò negli Stati Uniti, di cui assunse la cittadinanza nel 1956.




martedì 5 dicembre 2017

L’inattesa terraferma


KRYSTYNA RODOWSKA

SCOPERTA

Finalmente posso pronunciare
le parole appena scoperte
con il profumo dell'eternità:

Ti vedo
esisti,
mi parli,
l'aria mostra le tue forme

È come se dal fondo dell'oceano
fosse sorta l’inattesa
terraferma o forse
un continente sommerso

La vita diventa un mistero
cosmico del tuo fluire,
e io la sua nascosta
particella.

(da Nel nome dell’amore. Antologia di poesie d’amore di poeti polacchi, 1995)

.

La poetessa polacca Krystyna Rodowska, traduttrice di poeti e scrittori spagnoli, da Neruda a Borges, da Juarroz a Paz, da García Lorca a Aleixandre, ha tra i suoi temi prediletti la percezione del mutamento continuo del mondo: questa improvvisa comprensione del mistero consente la consapevolezza di esserne parte, per quanto minuscoli di fronte all’universo.

.

Kush

DIPINTO DI VLADIMIR KUSH

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Il mistero c’è, è in noi. Basta non dimenticarcene.
GIUSEPPE UNGARETTI, Ragioni di una poesia




Rodowska

Krystyna Rodowska (Leopoli, Ucraina, 1937) è una poetessa polacca. Critica letteraria e giornalista culturale, è specializzata nella traduzione dallo spagnolo.



lunedì 4 dicembre 2017

Busso alla porta


JORGE ENRIQUE ADOUM

LA VISITA

(Capitolo di romanzo)

Busso alla porta.
-Chi è, domando.
-Io, rispondo.
-Avanti, dico.
Entro.
Mi vedo come ero tanto tempo fa.
Mi aspetta quello che sono adesso.
Non so quale dei due sia più vecchio.

(da Sono andato con il tuo nome per la terra, 1964)

.

Questo di incontrare un’altra versione di se stessi, più giovane, è un nonsense che evidentemente piace ai poeti: c’è la Wisława adolescente immaginata da Wisława Szymborska e l’altro José Emilio Pacheco. Affascina anche il poeta ecuadoriano Jorge Enrique Adoum (1926-2009), che pensa di uscire migliore dal confronto.

.

knock_on_the_door____by_ernestine_sb

FOTOGRAFIA © ERNESTINE SB

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
"Conosci te stesso," dice il filosofo. Fossi matto!

GESUALDO BUFALINO, Il malpensante




adoumJorge Enrique Adoum (Ambato, 29 giugno 1926 – Quito, 3 luglio, 2009), poeta ecuadoriano di origini libanesi, scrittore, politico e diplomatico, fu uno dei maggiori esponenti della poesia latino americana.




domenica 3 dicembre 2017

Come l’ombra


DIEGO VALERI

I BRUNI OLIVI

I bruni olivi sottovento, e il vento
che striscia bianco al fondo della valle,
e tra la nebbia il folgorìo del sole
sopra il mare invisibile. Che luogo,
che tempo è questo, o mia perduta vita?
O vita che mi segui come l’ombra,
e come l’ombra sei da me divisa.

(da Poesie, Mondadori, 1962)

.

A proposito dei versi del poeta veneto Diego Valeri (1887-1976) il critico Geno Pampaloni scrisse di una “trasparenza magica delle immagini, e, al di là delle immagini, una indefinita, baluginante malinconia”. Una definizione che si attaglia perfettamente a questi bruni olivi visti dall’alto di un colle nella foschia autunnale. “il senso della vita che è bellezza anche là dove si sfiocca, dove è parvenza tremula e peritura”, citando ancora Pampaloni.

.

Olivi

FOTOGRAFIA © CNIPPATO78/PIXABAY

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Si cammina sul filo degli anni / da esperti funamboli. / È un difficile andare ma si va
.
DIEGO VALERI, Calle del vento

sabato 2 dicembre 2017

Un contatto casuale


CHRISTOPH WILHELM AIGNER

IL CONTATTO

Semplicemente lo voglio dire
È stato un contatto casuale
e anche un sorriso
Nulla più. Ma ancora
ne scaturiscono giorni quasi
la terra dondolasse appesa a
un grande ombrello di seta blu

(da Nuove poesie d’amore, Crocetti - cura Angela Urbano, traduz. Riccarda Novello)

.

Una cosa da nulla, un incontro, un contatto per giunta casuale. Ma da lì, da quell’evento che la memoria custodisce e amplifica facendone quello che l’ostrica fa con il granello di sabbia, nasce un’esperienza romantica, un’emozione che ogni giorno si ripete nella poesia di Christoph Wilhelm Aigner (Wels, 1954).

.

MacNeil

RICHARD MAC NEIL, “TRAMONTO DI SAN VALENTINO”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Come mai si incontrano migliaia di persone ma ci si innamora solo di una?
GUILLAUME MUSSO, La donna che non poteva essere qui

venerdì 1 dicembre 2017

Poesie per dicembre IV


Il poeta honduregno Marco Antonio Madrid (San Nicolas, 1968) racconta molte facce di dicembre, intarsiandole nei suoi versi: la tradizione, le feste, il Natale, la fine di un anno,le riunioni familiari, ma dall’altro lato, la tristezza di chi è solo, la disperazione di chi ha perso un figlio, la nostalgia di chi torna e dovrà ripartire. Il poeta spagnolo Ángel González (1925-2008) filosofeggia pessimista sulla vita e sullo scorrere del tempo, ma intanto si lascia ammaliare dalla dolcezza della luce del cielo dicembrino.

.

MARCO ANTONIO MADRIDMarco-Antonio-Madrid

DAGHERROTIPO PER UN RICORDO

Dicembre è un fiume che viene da lontano,
                                                da chissà quale allegria,
da chissà quale colore.
Ci porta la sua acqua miracolosa. E noi lo riempiamo
                                                di presepi,
di comete e candelabri che navigano verso il sole.
Dicembre è un albero dalle minuscole foglie,
è un pane dolce ma è anche la solitudine
di chi aspetta al freddo
con un lungo fiato di alcol nel suo cuore.
Dicembre è l’aroma della polvere pirica nella nebbia,
è un giradischi con una vecchia canzone.
“Se ne va dicembre, è già l’anno nuovo”.
Dicembre è una folla: la vecchia prega
                                                il bambino piange…
Alcuni ragazzi ballano, alcuni cantano, un altro
vuota un bicchiere di liquore. Dicembre è l’abbraccio profondo
di chi torna da un posto lontano macchiato di nostalgia
                                                e solitudine,
è la mezzanotte annunciata da un suono di campane
                                                attenuate
dagli scoppi dei fuochi d’artificio in un cielo a colori.
In questa folla ci sono grida, promesse
                                    parole di esultanza…
Con questa folla dividi la speranza.
In questa folla mutevole c’è il tuo volto, c’è la tua voce.
“E senti che tutto finisce, che scorre la vita,
                                     che corrono gli anni,
che se ne va dicembre”. Il giradischi non smette di suonare.
Ieri un uomo ha seppellito il figlio morto. Oggi da solo
                                                            viene a piangerlo.
Il vento della notte si fa più intenso.
La pioviggine cade senza sosta.

(da La voce segreta delle acque, 2010)

.

.

.

.

ÁNGEL GONZÁLEZ

NON C'È FRETTA

Lascia che passino questi giorni,
lascia che passino questi anni,
e intanto
godi il regalo della luce
del cielo di dicembre,
tanto discreta
che è quasi solo trasparenza,
non dà fastidio ed è bellissima.
Lascia che passino questi anni,
pochi altri ancora,
sii paziente e aspetta
con la sicurezza che con essi
si sarà compiuto
definitivamente tutto.

(da Niente di grave, 2009)

.

.

Inverno

FOTOGRAFIA © GEORGE HODAN

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Come è bella la luna di dicembre / che guarda calma tramontare l'anno. / Mentre i  treni si affannano si affannano / a quei fuochi stranissimi ella sorride.
SANDRO PENNA, Poesie

giovedì 30 novembre 2017

Distesa lamina d’oro


GABRIELA MISTRALgabriela-mistral-2

PARADISO

Distesa lamina d’oro
e nell’adagiarsi dorato
due corpi come gomitoli d’oro;

un corpo glorioso che ascolta
e un corpo glorioso che parla
nel prato in cui nulla parla;

un respiro che va al respiro e
un volto che trema d’esso,
in un prato in cui nulla trema.

Ricordarsi del triste tempo
in cui entrambi avevano
Tempo e da esso vivevano afflitti.

Nell’ora del chiodo d’oro
in cui il Tempo restò alla soglia
come i cani vagabondi…

(da Tala, 1938)

.

È un paradiso onirico quello che esce da questi versi della poetessa cilena Gabriela Mistral (18891-1957), Premio Nobel 1945: una visione quasi filosofica, permeata dall’oro di una luce primordiale, che riverbera anche nella sua qualità di età perduta, e che riveste l’intimità di quei due corpi – Adamo ed Eva, e anche ogni coppia di amanti dopo di loro - portata da quell’alito di vita che soffia. Ma, ahimè, il Tempo e la perdita dell’immortalità sono lì a testimoniare il pedaggio pagato per passare dal Paradiso a questo mondo reale e materiale: il nostro Paradiso perduto è il Tempo.

.

Klimt

GUSTAV KLIMT, “IL BACIO”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Il Paradiso è armonia con tutto ciò che vive.
ERMES RONCHI

mercoledì 29 novembre 2017

Un viaggiatore solitario


BILLY COLLINS

SINTASSI D’INVERNO

Una frase parte come un viaggiatore solitario
che va verso una tormenta di neve a mezzanotte,
e lotta contro il vento, un braccio a schermare il volto
e i lembi del cappotto leggero che sbattono dietro di lui.
Ci sono modi più semplici per costruire senso,
la conoscenza dei gesti, per esempio.
Si tiene il volto di una ragazza fra le mani come un vaso.
Si prende una pistola dal cruscotto dell’auto
e la si getta dal finestrino nella calura del deserto.
Questi freddi momenti risplendono di silenzio.
La luna piena ha senso. Quando una nuvola le passa davanti
diventa eloquente quanto una bicicletta appoggiata
a una farmacia o un cane che dorme tutto il pomeriggio
in un angolo del divano.
I rami spogli d’inverno sono una forma di scrittura.
Il corpo svestito è un’autobiografia.
Ogni lago è una vocale, ogni isola un nome.
Ma il viaggiatore insiste nella sua fatica,
lotta per tutta la notte nella neve sempre più alta,
lascia un tenue alfabeto di orme
sulle bianche colline e sui piani bianchi delle valli,
un messaggio ai topi di campagna e ai corvi di passaggio.
All’alba vedrà il rampicante di fumo
alzarsi dal tuo camino, e quando tremante
sarà davanti a te, rivestito di gelo che brilla,
fra la sua barba di ghiaccioli comparirà un sorriso,
e l’uomo esprimerà un pensiero compiuto.

(da A vela, in solitaria intorno alla stanza, 2001 – Traduzione di Franco Nasi)

.

Per certi poeti il percorso per scrivere una poesia è spesso così, come il duro viaggio d’inverno di cui parla il poeta statunitense Billy Collins (New York, 1941): si parte da una frase, da un’idea e si prosegue controvento nella tormenta per raggiungere la meta prefissata senza fare uso di facili metafore o di tecnicismi a effetto.

.

Neve

IMMAGINE © 52DAZHEW

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Ho capito che i libri non sono mai finiti, che è possibile per alcune storie continuare a scriversi senza il loro autore.
PAUL AUSTER, Il taccuino rosso

martedì 28 novembre 2017

E volare e volare


JESUINA SÁNCHEZ Sanchez

LA SERA

Vorrei camminare in questa sera tranquilla
da sola e in silenzio – voce e pianto -
sciogliermi da tutti i vincoli
per avanzare libera e intera
verso il mistero;
introdurmi in esso come fine
di ogni ricerca…
Vorrei cadere in letargo lentamente;
dimenticare la materia, non sentirla,
e in un tentativo impetuoso alzarmi in volo,
e planare, planare, libera e straniera,
lontano dal mio fango, separata dal corpo,
- goffo, umano, -
e volare e volare bevendo soli
nell’infinita immensità del cielo.

(da Maggio e miracolo, 1991)

.

Sognare di volare è – per Jung – l’incarnazione di un desiderio di liberarsi da qualche tipo di vincolo che ci lega e ci impedisce di essere liberi. È questo senso di libertà che la poetessa uruguaiana Jesuina Sánchez (Salto, 1948) esprime appieno: l’evasione dalla materialità umana per cercare di avvicinare il mistero con lo spirito, con l’anima – quello che, in fondo, tenta di fare la poesia.

.

Holland

DIPINTO DI HARRY HOLLAND

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Nei nostri sogni siamo in grado di volare… e forse questo è un ricordo di come siamo stati pensati per essere.
MADELEINE L’ENGLE

lunedì 27 novembre 2017

Nel miele delle cinque


NATAN ZACH

IL MIELE DELLE CINQUE

A quest’ora sembra tutto nuovo, tutto
sembra appassionato, immerso nel miele delle cinque e la notte
non ha ancora acceso le sue torce, e a New York è buio,
e sto seduto a Piazza Navona
davanti a una tazzina di caffè che si sfredda e col cuore in tumulto traccio
qualche altro geroglifico vano:
adesso nella mia terra cala la sera con ardenti
colori, mentre qui tutto è lento, tutto indugia.
E così fu sempre e così sarà, e anche questo
è già stato scritto e cancellato, come scrisse Keats.

(da Sento cadere qualcosa, Einaudi, 2009 - Traduzione di Ariel Rathaus)

.

Ora che le giornate si accorciano sensibilmente, capita spesso di vedere la calda luce del tramonto tingere con le sue tonalità riflesse le case e i palazzi di città, come la romana Piazza Navona cantata dal poeta israeliano Natan Zach (Berlino, 1930): ed è incredibilmente vero che tutto sembra indugiare, rimanere sospeso, indefinito nel crepuscolo.

.

Piazza Navona

FOTOGRAFIA © 4KWALLPAPERS

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Credo che i momenti perfetti durino soltanto un istante, un dono dell'Universo che potrò conoscere e sperimentare molte volte nella vita, senza mai possederlo. Questo è ciò che provo quando contemplo un tramonto.
SERGIO BAMBARÈN, Il vento dell’Oceano

domenica 26 novembre 2017

La maturità della mela


MARY OLIVER Mary Oliver

IL FRUTTETO

Ho sognato
il successo.
Ho alimentato

l’ambizione.
Ho scambiato
notti di sonno

con ore di lavoro.
Ah, e ho scoperto
come il morbido fiore

si trasforma in frutta verde
che si trasforma in frutta dolce.
Ah, ho scoperto

che tutti i venti soffiano freddi
alla fine
e che le foglie

così belle, così tante,
evaporano
nel grande

involucro nero del tempo,
nel grande involucro nero
dell’ambizione

e che la maturità
della mela
è la sua caduta.

(da Uccello rosso, 2008)


La natura, la Madre Terra, sono gli argomenti delle poesie di Mary Oliver (Maple Heights, Ohio, 1935): ne è un’osservatrice attenta e puntigliosa, intima e gioiosa, tanto da essere stata paragonata a Walt Whitman e a Henry David Thoreau. Il giro di un anno nel frutteto non è solo il fiorire dei meli e il trasformarsi del bocciolo in bacca prima e in frutta poi, è anche una metafora del vivere.

.

Mele

AUDRA ZIEGEL, MELETO”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Istruzioni per vivere: / Presta attenzione. / Stupisciti. / Raccontalo.
MARY OLIVER, Uccello rosso

sabato 25 novembre 2017

Crittogrammi


JOSÉ EMILIO PACHECO

ACCELERAZIONE DELLA STORIA

Scrivo qualche parola
                                  e subito
dicono un’altra cosa
                                  significano
un’idea diversa
                         sono già docili
al Carbonio 14
                          Crittogrammi
di un popolo antichissimo
                                        che cerca
la scrittura nelle tenebre.

(da Non chiedermi come passa il tempo, 1970)

.

La seconda metà del Novecento, dopo le guerre mondiali, parve portare ad un’accelerazione della storia – quando il poeta messicano José Emilio Pacheco (1939-2014) scriveva questi versi era in pieno  corso l’avventura spaziale che avrebbe portato l’uomo sulla Luna nel luglio 1969, ma non solo: tutto sembrava progredire velocemente sull’onda del boom economico, anche la società, che iniziava il percorso di automazione e informatizzazione con tutte le sue conseguenze. Anche la parola, dice Pacheco, anche la poesia, invecchia nel momento stesso in cui è scritta: l’uomo non è capace di stare al passo con la sua stessa evoluzione.

.

Chuckle

MEL BOCHNER, “CHUCKLE”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
È presunzione dire al mondo / “Io sono poeta”. / Falso: “io” non sono nulla. / Sono uno che canta la storia della tribù / e come “io” siamo moltissimi
.
JOSÉ EMILIO PACHECO, Guardo la terra

venerdì 24 novembre 2017

Così imbecille


LUIS ALBERTO DE CUENCA

L’IMBECILLE

Era una creatura detestabile
sul piano morale, un essere abietto,
un’abominazione lovecraftiana.
Non era neanche bella, né attraente,
né elegante, né giovane, né simpatica.
Era un mucchio perverso d’immondizia.
E fosti così imbecille che per lei
lasciasti quella che amavi e vendesti
l’anima nei bazar della notte.
 

(da L’ascia e la rosa, 1993 – Traduzione di Stefano Berardinelli)

.

“Amare ed essere saggi è impossibile” dice un proverbio spagnolo. Ed è vero, sono assurde spesso le cose che si fanno obnubilati dall’amore – persino i saggi non ne sono esenti. È una enorme stupidaggine anche questa raccontata dal poeta spagnolo Luis Alberto De Cuenca (Madrid, 1950), che troppo tardi si avvede dell’errore e rimane punito della sua stessa stupidità, visto che una storia d’amore, come un vetro rotto, una volta infranta non si può più aggiustare.

.

Perez

FABIAN PÉREZ, “ARIA FRESCA E SIGARETTA II”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Tutte le passioni ci fanno commettere degli errori, ma l'amore ci fa fare i più ridicoli.
FRANÇOIS DE LA ROCHEFOUCAULD, Massime

giovedì 23 novembre 2017

Una finestra


CHRISTOPH WILHELM AIGNER

SGUARDO INDIETRO

Con i suoi sguardi
lei mi ritaglia
una finestra

Dentro fioccano nastri di neve
brandelli di vento discorsi di uccelli

Rullare di treni
Poi in primavera
e ancora nell’autunno della scuola
grida di legno
sotto la sega

Le estati da solo nel cortile
Il vuoto nel petto

L’amaro debole
primo essere innamorato

(da Prova di stelle, Crocetti, 2001 - Traduzione di Riccarda Novello)

.

Si origina un mondo in questi versi del poeta austriaco Christoph Wilhelm Aigner (Wels, 1954): dietro quella finestra immaginaria scorre all’indietro il tempo e riporta un panorama lontano, perduto, quello dell’adolescenza, dei tempi della scuola. E “ancora /  ne scaturiscono giorni quasi / la terra dondolasse appesa a / un grande ombrello di seta blu”.

.

Magritte

RENÉ MAGRITTE, “MISTERI DELL’ORIZZONTE”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Ogni vita parla, occorre soltanto dimenticare la propria grammatica per sentire quello che viene detto.
CHRISTOPH WILHELM AIGNER, Anti Amor

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...