martedì 16 gennaio 2018

Un soffio di polline


TED KOOSER

UN BARLUME DI ETERNO

Proprio adesso,
un passero si è posato
sul ramo di un pino
proprio fuori
dalla finestra della mia camera da letto
e un soffio
di polline giallo
è volato via.

(da Piaceri e ombre, 2004)

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Intravedere l’eterno – in fondo è quello che fa la poesia: gettare uno sguardo in tralice verso il mistero per carpirne anche solo il più minuscolo segreto. Quello che suggerisce al poeta statunitense Ted Kooser lo sbuffo giallo di polline sfuggito da una pigna e divenuto d’oro nella luce quando un passero si è posato improvvisamente su un ramo.

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Polline

FOTOGRAFIA © PALEOFOUNDATION

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LA FRASE DEL GIORNO
L'eternità è un concetto simile all'attimo, non si coglie, non si misura e l'amore se ne serve nel periodo in cui dimentica il tempo; può essere un secondo, come può essere per un giorno, come per più anni, poi l'eternità dilegua.
ANTONIO BELTRAMELLI, I tre tempi




Ted Kooser (Ames, Iowa, 25 aprile 1939) è un poeta statunitense. È stato Poeta laureato alla Libreria del Congresso dal 2004 al 2006. Le sue poesie sono caratterizzate da uno stile semplice e colloquiale e hanno spesso come temi il MIdwest, l’amore, il tempo e la famiglia.


lunedì 15 gennaio 2018

Fuoco d’artificio


CHRISTOPH WILHELM AIGNER

ASTRONOMIA PER DUE

Sotto la piccola città
serpeggia nella nebbia
Il cielo un
fuoco d’artificio raggelato
Venere era
esplosa in Scorpione
Sullo sfondo
il fruscio del nostro sangue

(da AA.VV., Nuove poesie d’amore, Crocetti - Traduzione di Riccarda Novello)

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Una scena da Capodanno, di quelle che abbiamo vissuto recentemente, questa proposta dal poeta austriaco Christoph Wilhelm Aigner: nel freddo cielo si accende un fuoco d’artificio ed è interpretato come un segno d’amore – quasi astrologico: Venere in Scorpione è simbolo di passione e sessualità – un messaggio per i due innamorati.

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Fuochi

FOTOGRAFIA © MIRROR

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LA FRASE DEL GIORNO
Le nostre fantasie di solito sono più forti della nostra ragione, per cui non è chiaro di quale percentuale di immaginazione si componga la ragione.
CHRISTOPH WILHELM AIGNER, Anti-Amor




Christoph Wilhelm Aigner (Wels, 18 novembre 1954), poeta austriaco scoperto da Erich Fried, è traduttore dall’italiano e dal medio-alto tedesco. Oltre alle raccolte poetiche, ha scritto il racconto “Anti-Amor”.


domenica 14 gennaio 2018

La vita di sempre


DARIA MENICANTI

CANZONETTA WEEKEND

Dio mi brilla sul capo
in una risata di stelle
il lago rimbocca la terra
con dita di schiuma
con onde materne
in danza minuta infinita.
Da un lago, da un cielo così
mai tanto sconfitta come oggi
dovrò ritornare alla vita,
la vita di sempre.

(da Un nero d’ombra, 1969)

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Il weekend come oasi dove riposarsi dalle fatiche della settimana, dove ritemprarsi, dove ritagliare del tempo per la propria esistenza. Ma naturalmente, passa velocemente, nonostante i suoi viaggi e le sue bellezze. Ecco che subentra, come rileva la poetessa Daria Menicanti, quell’atmosfera da Sabato del villaggio leopardiano: “ed al travaglio usato / ciascuno in suo pensier farà ritorno”.

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Lago

ELABORAZIONE GRAFICA CON PAINNT © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO.
Primo errore vivere come se. / Questo il primo.
DARIA MENICANTI, Ferragosto




Daria Menicanti (Piacenza, 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


sabato 13 gennaio 2018

In una conchiglia


ANISE KOLTZ

OGNI POESIA È SENZA RISPOSTA

Ogni poesia è senza risposta

Oceano infinito
annega
in una conchiglia

(da Il muro del suono, 1997)

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È una bellissima metafora quella scelta dalla poetessa lussemburghese Anise Koltz in questa brevissima poesia – del resto una delle sue caratteristiche è la densità del linguaggio. Così la poesia alla fine è una domanda posta senza possibilità di ottenere una risposta, è l’infinito che si condensa nel minuscolo finito.

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Kush

DIPINTO DI VLADIMIR KUSH

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LA FRASE DEL GIORNO
Il linguaggio / ci / invade / come il flusso / dell’oceano // Quando si ritira / la sabbia scricchiola / sotto i nostri denti.
ANISE KOLTZ, Sonnambula del giorno




Anise Koltz (Eich, 12 giugno 1928), poetessa lussemburghese. Di origini ceche, tedesche, inglesi e belghe, iniziò a pubblicare in tedesco per poi divenire una delle principali scrittrici in lingua francese. Al suo attivo ha anche dei racconti per bambini e numerose traduzioni.


venerdì 12 gennaio 2018

Dieci anni di “Canto delle Sirene”


E sono dieci. Dieci anni. Il Canto delle Sirene nacque esattamente il 12 gennaio 2008 alle cinque del pomeriggio, anche se con una diversa intenzione. Poi, con lo scorrere degli anni, ha assunto la connotazione di contenitore di poesie, quella che ha adesso e che – spero – lo fa apprezzare. La scelta è stata quella di percorrere i sentieri meno battuti, quelli dei poeti meno noti – anche italiani – senza però abbandonare la via più larga e facile, quella dei “grandi”. E infatti ci sono in questi dieci anni Karmelo C. Iribarren e Gloria Fuertes, Diego Valeri e Gaetano Arcangeli, ma non mancano Montale e Ungaretti, il canto V della Divina Commedia e L’Infinito di Leopardi.

Che altro dire? Dieci anni sono un bel traguardo, un punto di osservazione, ma da questo belvedere la strada prosegue. Come festeggiare allora? Non ho trovato modo migliore che una bella carrellata di poesie, ben dieci, una per anno, di quelle già pubblicate, con il rimando al post originale, se vi verrà voglia di andare a leggerlo. Qui sotto alcune delle intestazioni usate per il blog.

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2008


EUGENIO MONTALE

NON RECIDERE, FORBICE, QUEL VOLTO

Non recidere, forbice, quel volto
solo nella memoria che si sfolla,
non far del grande suo viso in ascolto
la mia nebbia di sempre.

Un freddo cala... Duro il colpo svetta.
E l'acacia ferita da sé crolla
il guscio di cicala
nella prima belletta di novembre.

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2009


ROBERT FROST

LA STRADA NON PRESA

Divergevano due strade in un bosco
Ingiallito, e spiacente di non poterle fare
Entrambe essendo uno solo, a lungo mi fermai
Una di esse finché potevo scrutando
Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.

Poi presi l'altra, che era buona ugualmente
E aveva forse i titoli migliori
Perché era erbosa e poco segnata sembrava;
Benché, in fondo, il passar della gente
Le avesse invero segnate più o meno lo stesso,

Perché nessuna in quella mattina mostrava
Sui fili d'erba l'impronta nera d'un passo.
Oh, quell'altra lasciavo a un altro giorno!
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
Dubitavo se mai sarei tornato.

Questa storia racconterò con un sospiro
Chissà dove fra molto molto tempo:
Divergevano due strade in un bosco e io...
Io presi la meno battuta,
E di qui tutta la differenza è venuta.

(Traduzione di Giovanni Giudici)

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2010


LUCÍA RIVADENEYRA

DICONO

Dicono che un buon bagno
cancella tutto.

Io è da anni che mi bagno
                     mi strofino
                     mi arrosso
e non ho potuto strapparmi
                     le tue mani.

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2011


ANA ROSSETTI

COME SAREBBE ESSERE TE

Questo è l'enigma, l'ansia travolgente
di conoscere, il desiderio irresistibile di gettare l’ancora
in te, di possederti.
Come sarebbe la perplessità di essere te,
il mistero, la malattia di essere te e sapere
Come sarebbe lo stupore di essere te, davvero te e
con i tuoi occhi vedermi.
Come sarebbe percepire che ti amo
Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu.

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2012


ANTONIA POZZI

L’ALLODOLA

Dopo il bacio – dall'ombra degli olmi
sulla strada uscivamo
per ritornare:
sorridevamo al domani
come bimbi tranquilli.
Le nostre mani
congiunte
componevano una tenace
conchiglia
che custodiva
la pace.
Ed io ero piana
quasi tu fossi un santo
che placa la vana
tempesta e cammina sul lago.
Io ero un immenso
cielo d'estate
all'alba
su sconfinate
distese di grano.
Ed il mio cuore
una trillante allodola
che misurava
la serenità.

25 agosto 1933

(da Parole, 1939)

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2013


PAUL ÉLUARD

UNA LIBBRA DI CARNE

Sono un uomo nel vuoto
Un uomo sordo cieco muto
Sopra un immenso piedistallo di silenzio nero

Nulla questo oblio senza limiti
Questo zero assoluto di uno zero ripetuto
La solitudine compiuta

Il giorno è senza macchia e la notte è pura

Qualche volta prendo i tuoi sandali
E cammino verso te

Qualche volta indosso la tua veste
E ho i tuoi seni e ho il tuo ventre

Allora mi vedo con la tua maschera
E mi riconosco

(da Poesie - Traduzione di Vincenzo Accame)


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2014


WISŁAWA SZYMBORSKA

IN EFFETTI, OGNI POESIA

In effetti ogni poesia
potrebbe intitolarsi «Attimo».

Basta una frase
al presente,
al passato o perfino al futuro:

basta che qualsiasi cosa
portata dalle parole
stormisca, risplenda,
voli nell’aria, guizzi nell’acqua,
o anche conservi
un’apparente immutabilità,
ma con una mutevole ombra;

basta che si parli
di qualcuno
o di qualcuno accanto a qualcosa,

di Pierino che ha il gatto
o che non ce l’ha più;

o di altri Pierini
di gatti e non gatti
di altri sillabari

sfogliati dal vento;
basta che a portata di sguardo
l’autore metta montagne provvisorie
e valli caduche;

che in tal caso
accenni al cielo
solo in apparenza eterno e stabile;

che appaia sotto la mano che scrive
almeno un’unica cosa
chiamata cosa altrui;

che nero su bianco,
o almeno per supposizione
per una ragione importante o futile,
vengano messi punti interrogativi,
e in risposta -
i due punti:

(da Due punti, 2005 - Traduzione di Piero Marchesani)

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2015


KARMELO C. IRIBARREN

LA DONNA DEI MIEI SOGNI

In tutte le città dove sono stato
mi è sembrato di vederti:
un autobus che parte
e che non riesco a prendere,
o un ascensore che si chiude,
o voltando un angolo
al calar della notte,
o in fondo,
tra fumo e voci,
in un bar dell’alba…

In ogni luogo, sempre,
la tua immagine appare
e scompare.

(da Serie B, 1998)


2016


DEREK WALCOTT

L’AMORE DOPO L’AMORE

Verrà il momento
in cui, con gioia,
saluterai te stesso mentre arrivi
alla tua porta, nel tuo specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

dicendo: siediti qui. Mangia.
Amerai di nuovo l’estraneo che era in te.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, all’estraneo che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato
per un altro, che ti conosce a memoria.
Togli le lettere d’amore dallo scaffale dei libri,

le foto, gli appunti disperati,
sbuccia la tua immagine dallo specchio.
Siediti. Banchetta con la tua vita.

(Love after love, da Uve di mare, 1976 – Traduzione di Matteo Campagnoli)

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2017


NIKIFÒROS VRETTÀKOS

POESIE PER LA STESSA MONTAGNA, II

Ti salivo, ti scendevo, carico
di cielo per i miei domani.
Le mie parole, calici, dovevano
riempirsi di luce. I miei versi,
vasi alla finestra di Dio.

(da Corale, 1988 - Traduzione di Gilda Tentorio)

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LA FRASE DEL GIORNO
Anniversario. Eco del tempo che passa.
PIERRE VÉRON, Il carnevale del dizionario

giovedì 11 gennaio 2018

Ma tutto passa


BERTOLT BRECHT

È STATO MOLTO TEMPO FA

È stato molto tempo fa, e ora
non so più nulla di lei che una volta
era tutto.
Ma tutto
passa.

1920

(Traduzione di Luciano Luisi)

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Ci sono momenti, soprattutto nella gioventù, che ci sembrano fondamentali e indimenticabili, ci sembrano rivestire un’importanza più che basilare, quasi totalitaria nella nostra vita, come l’incontro con la ragazza amata da Bertolt Brecht. Ma poi il tempo scorre, le cose cambiano, e tutto passa, inghiottito nel divenire eracliteo.

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Osborn

DIPINTO DI JACQUELINE OSBORN

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LA FRASE DEL GIORNO
Tu chiedi che ne è di quell’amore? / Pure il suo volto più non lo rammento, / questo rammento: l’ho baciato un giorno.
BERTOLT BRECHT




Eugen Bertolt Friedrich Brecht (Augusta, 10 febbraio 1898 a Berlino Est, 14 agosto 1956), teorico del teatro, poeta, regista e drammaturgo tedesco, è noto soprattutto per le opere teatrali: “L’opera da tre soldi”, “Madre Coraggio e i suoi figli”, “Vita di Galileo”.


mercoledì 10 gennaio 2018

Mi manchi


TINA OLIVEIRA

PROFUMO DI SERA

Mi manchi
dietro la schiena

in silenzio e a voce alta

il tuo sguardo
un retrogusto

Ce ne siamo andati
         e di noi due resta un profumo
e la pelle che parla

(da Viaggio nudo, 2017)

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Un presente fatto di assenza, spoglio – “nudo” è parola che non fa solo parte del titolo della raccolta ma appare anche molte volte nelle sue poesie: è questo che affronta la poetessa venezuelana Tina Oliveira: “Nudo il silenzio / sulle spalle / restano / morsi di futuro”.

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Schloe

DIPINTO DI CHRISTIAN SCHLOE

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LA FRASE DEL GIORNO
Scopro quello che conservo / dall’eco del vuoto.
TINA OLIVEIRA, Viaggio nudo




OliveiraTina Oliveira (Caracas, 1967), poetessa venezuelana, si occupa di biodiversità all’Università Simon Bolivár. Pratica la poesia dagli anni del liceo. Sue poesie sono apparse nell’antologia Jamming 102 Poetas. Viaggio nudo è la sua prima raccolta.


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