lunedì 24 novembre 2014

Felice della pioggia

 

FRANCO FORTINI

AGLI DÈI DELLA MATTINATA

Il vento scuote allori e pini. Ai vetri, giù acqua.
Tra fumi e luci la costa la vedi a tratti, poi nulla.
La mattinata si affina nella stanza tranquilla.
Un filo di musica rock, le matite, le carte.
Sono felice della pioggia. O dèi inesistenti,
proteggete I’idillio, vi prego. E che altro potete,
o dèi dell'autunno indulgenti dormenti,
meste di frasche le tempie? Come maestosi quei vostri
luminosi cumuli! Quante ansiose formiche nell'ombra!

(da Questo muro, Mondadori, 1973)

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Le poesie di Questo muro, opera del 1973 di Franco Fortini, secondo Pier Luigi Mengaldo tendono a “proiettare i fatti come ombre cinesi sul telone”. Lo fa anche questa sorta di preghiera laica agli dei dell’universo, un’invocazione a prolungare quel momento estetico composto da tante piccole cose: la pioggia che cade sulle foglie dell’autunno, la musica che riempie la stanza, la luce all’interno, il calore della solita scrivania…

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Pioggia

FOTOGRAFIA © MICHAEL KENT

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LA FRASE DEL GIORNO
Oggi piove, tutti gli alberi sono felici.
ALEKSANDR BLOK, La fidanzata di lillà. Lettere a Ljuba




Franco Fortini, nato Franco Lattes (Firenze, 10 settembre 1917 – Milano, 28 novembre 1994), poeta, critico letterario, saggista e intellettuale italiano. La sua poesia è testimonianza anche ideologica delle lotte di classe del primo dopoguerra, voce progressista e coscienza critica del fallimento degli ideali.



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